Articoli taggati con jobs
Apple, un anno senza Steve Jobs e non è facile immaginare il futuro (…di Apple)
| 5 ottobre 2012 | Inserito da stefanobibi under apple, ios |
Apple, un anno senza Steve Jobs e non è facile immaginare il futuro – Repubblica.it
E’ PASSATO un anno dalla morte di Steve Jobs. Possiamo dire che nulla è cambiato in casa Apple? Sarebbe impossibile, ovviamente, ed infatti molte cose sono già cambiare nella nuova gestione di Cupertino.
Non è più la stessa Apple, perché la Apple di Jobs era costruita a sua immagine e somiglianza, nel bene e nel male, nell’avventura e nelle ovvietà. E così non può più essere. Non solo perché Jobs non c’è più, ma anche perché si sta chiudendo una fase, quella dell’esplosione e dell’evoluzione degli smartphone, e la Apple per guardare al futuro deve immaginarsi nuove strade da percorrere. E’ probabile che alcune, le prime nuove strade che verranno imboccate, siano state delineate dallo stesso Jobs un anno fa, ma la necessità del cambiamento è tale che la nuova Apple sarà, nei prodotti, nell’immagine, nella sostanza, un’azienda completamente diversa, strutturata e gestita diversamente da prima. E già lo è. (leggi tutto: http://www.repubblica.it)
Cosa Trovate nella Biografia di Steve Jobs
| 25 ottobre 2011 | Inserito da stefanobibi under apple |
Il disumano Steve Jobs (Luca Sofri)| Il Post
L’arroganza e l’insensibilità sono i tratti principali del suo carattere raccontati nella biografia uscita in tutto il mondo.
Le biografie di personaggi famosi e ammirati di solito ricadono in due diverse categorie: quelle “ufficiali” e “autorizzate” molto agiografiche in cui la grandezza del personaggio è confermata ed esaltata, pur con le umane ombre, e quelle indipendenti che contraddicono l’agiografia evidenziando tratti negativi e riprovevoli del rappresentato, a volte per amor di verità, a volte per amor di anticonformismo e pubblicità.
La biografia di Steve Jobs scritta dal giornalista Walter Isaacson e uscita ieri in tutto il mondo, un mese dopo la morte di Jobs, è un raro caso di biografia autorizzata (promossa, anzi) dal protagonista e dalla sua famiglia, in cui del carattere del protagonista prevalgono gli aspetti criticabili e sgradevoli. Isaacson spiega subito che fu lo stesso Jobs a insistere ripetutamente perché se ne occupasse, e a garantirgli totale libertà e nessuna interferenza sulla raccolta delle storie e delle testimonianze e sulla loro scrittura. E identiche assicurazioni Isaacson ebbe dalla moglie di Jobs, Laurene. Dopo la morte di Jobs, poi, Isaacson ha raccontato che la volontà di Jobs era stata di lasciare il racconto della sua vita per i suoi figli, che aveva spesso trascurato per il suo lavoro.
Ma la lettura che i giovani Jobs si troveranno di fronte non sarà facilissima da digerire, sempre che non siano già preparatissimi a un racconto così spietato del carattere di loro padre.
Il libro è infatti una insistente descrizione dei ripetuti egoismi, infantilismi, arroganze, insensibilità di Jobs, alternata a una celebrazione della grandezza straordinaria delle sue intuizioni, della sua volontà e dell’impresa rivoluzionaria che ha costruito. In oltre seicento pagine di efficace e attenta divulgazione delle successive scelte tecnologiche ma soprattutto di scontri umani, tensioni, drammi, caratteri, e amicizie infrante e rivalità acerrime (e i protagonisti si mettono a piangere un sacco, nei momenti più tesi e drammatici, malgrado siano ormai uomini fatti). Due grandi filoni tornano: Jobs era un uomo che pensava che le regole non lo riguardassero, e che praticava una “distorsione della realtà” per ingannare se stesso e gli altri.
Le molte testimonianze raccolte da Isaacson hanno un tratto comune: praticamente tutte raccontano cose umanamente orribili di Jobs e dei suoi atteggiamenti con gli altri, anche con le persone più care e leali. Prima o poi, ha deluso o tradito quasi tutti: la differenza è tra chi reagisce dicendo “Steve è fatto così” e chi non gliela perdona. La sua ex fidanzata a cui Jobs è rimasto più affezionato dice di aver letto “in un manuale di psichiatria del disordine da personalità narcisistica e capì che Jobs rientrava perfettamente nella descrizione che ne era fatta”. E se c’è una cosa che manca, nel ricco libro di Isaacson, è un vero confronto con Jobs stesso su questo tema: Isaacson ha avuto con lui molte conversazioni, spiega, ma nel libro le testimonianze del protagonista sono una parte relativamente esigua e sembra che Isaacson non voglia privilegiarle troppo rispetto a quelle di tutti gli altri interpellati. Solo nel finale del libro ci sono tre pagine e mezza di una sorta di “dichiarazioni finali” in cui Jobs riconduce le sue durezze con gli altri a “essere schietto” e “dire le cose in faccia”.
Finisce che il lettore anche più solidamente certo della sua fedeltà alla grandezza Apple non può non riconoscere persino che in tutti i violenti e aspri scontri dialettici tra Jobs e Bill Gates, quello più lucido e misurato suona essere Bill Gates, malgrado di fatto il vincitore in termini di innovazione e genio sia Jobs. E – lo scrivo sul mio meraviglioso tredicesimo Mac in oltre vent’anni – non è una cosa che mi sarei aspettato mi capitasse mai di pensare.

Le Migliori Vignette su Steve Jobs
| 8 ottobre 2011 | Inserito da stefanobibi under apple |
Ciao Steve
| 6 ottobre 2011 | Inserito da stefanobibi under apple |
Tutto Steve Jobs, pagina per pagina Guida alle biografie, autorizzate e non – Repubblica Mobile – Tecnologia
http://m.repubblica.it/mobile/r/wrap/tecnologia/2011/10/06/news/jobs_bibliografia-22773839/
Anche Senza Riccardo Luna
| 4 ottobre 2011 | Inserito da stefanobibi under wireless world |
Wired.it: storie, idee e persone che cambiano il mondo. – Wired.it
Il numero di Wired Italia questo mese è da comprare.


Apple: Steve Jobs si dimette
| 25 agosto 2011 | Inserito da stefanobibi under apple |
Apple: Steve Jobs si dimette – Wired.it
Con una lettera ai dipendenti, la mente di Cupertino abbandona la carica di amministratore delegato e lascia l’azienda nelle mani di Tim Cook. La fine di un’era?
25 agosto 2011 di Wired.it Staff

Steve Jobs l’ha fatto. Con una mail indirizzata a dipendenti e investitori, lascia la carica di amministratore delegato di Apple, passando lo scettro in mano a Tim Cook, già direttore operativo. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, dato che a gennaio di quest’anno Jobs si era messo in malattia per la terza volta, consegnando proprio a Cook la guida dell’azienda. Ma la mente creativa dietro Apple non aveva rinunciato a presentare le novità della Mela nei mesi scorsi. Ora invece l’annuncio ufficiale di ritiro, anche se resterà come presidente. Ecco il testo della mail inviata da Jobs, che ha già fatto crollare del 7 per cento il prezzo delle azioni Apple in borsa:
” To the Apple Board of Directors and the Apple Community:
“I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple’s CEO, I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come.
“I hereby resign as CEO of Apple. I would like to serve, if the Board sees fit, as Chairman of the Board, director and Apple employee.
“As far as my successor goes, I strongly recommend that we execute our succession plan and name Tim Cook as CEO of Apple.
“I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role.
“I have made some of the best friends of my life at Apple, and I thank you all for the many years of being able to work alongside you.
“Steve”

Un Triste Giorno per Apple
| 25 agosto 2011 | Inserito da stefanobibi under apple |
Sapete qual’è la cosa che mi rattrista di più? E che moltissimi di quelli che usano l’iPad o l’iPhone non sanno nemmeno che sia Steve Jobs.


Google insegue Steve Jobs
| 18 agosto 2011 | Inserito da stefanobibi under android, apple, google, iphone, motorola |
Un interessante articolo di Federico Rampini che analizza l’acquisto da parte di Google di Motorola.
Google insegue Steve Jobs, la sfida dei telefonini » Estremo Occidente – Blog – Repubblica.it




